“…Es war ein großer Genuss, diesen Pianisten im Zusammenwirken mit dem hellwachen Orchester zu erleben. Äußerlich von sportlicher Gestalt wirkt Rapetti wie ein Asket, doch sein Spiel ist alles andere als asketisch: nämlich beherzt, lustvoll, kraftvoll und zugleich voller Zartgefühl…”

GIESSENER ANZEIGER, 15/2/2014

 

“…Marco Rapetti è un pianista che si contraddistingue per le sue capacità interpretative e per la scelta oculata del repertorio…”

Alberto Cima, IL VENERDÌ DI REPUBBLICA, 2/5/2012

 

“Che spasso il viaggio a Broadway di Faye Nepon e Marco Rapetti!… Assieme all’ottimo pianista e arrangiatore Marco Rapetti, la Nepon ha affrontato una lunga serie di brani più o meno famosi, comprendenti un secolo di storia del genere musicale più tipicamente americano… Il duo Nepon-Rapetti ha offerto un percorso intelligente, ricco e ben articolato, alternando momenti più spassosi a momenti più intensamente sentimentali…”

L. Summer, IL GIORNALE, 5/10/2007

 

“Parlando della personalità di un pianista si è soliti centrare l’attenzione sulle caratteristiche delle sue qualità esecutive e interpretative; nel caso di Rapetti non si può però tralasciare il suo gusto per la ricerca, il suo continuo impegno nel voler aprire le spesso troppo pigre programmazioni concertistiche a percorsi anche inusuali, ma non di rado ricchissime di suggestioni e sorprese… [Nella sua integrale raveliana] si è riversata tutta la maturità e l’autorevolezza interpretativa di una lunga frequentazione…”

W.E. Rosasco, IL SECOLO XIX, 2/7/2005

 

“…Marco Rapetti ha confermato non solo di essere un interessantissimo interprete ma anche di aver scelto una prospettiva concertistica straordinariamente importante, dove tensione culturale ed eventualità di proposte desuete si coniugano in appassionata intelligenza, fuor da facili pretestuosità, nell’attivazione di un lucido rigore indagativo e sotto l’incalzare di una sensibilità tanto lampeggiante da potersi dire “visionaria”…”

C. Tempo, IL SECOLO XIX, 11/4/2001

 

“…Pianist Marco Rapetti turned Robert Schumann’s Piano Concerto into a chamber music event. He and conductor Stephen Rogers Radcliffe worked out balances to such a degree that Rapetti and the orchestra achieved a most unusual transparency…In short, egos were politely tucked away in favor of a lucid and elegant reading of the concerto…The pianist had every technical difficulty so in hand that even the most virtuosic passages were produced from a pervasively lyric foundation…”

P. Somers, CLASSICAL NEW JERSEY, 1/7/1998

 

“…dans son parcours éclectique de la trop méconnue musique russe du XIXe siècle pour piano, Marco Rapetti sut trouver le ton juste: finesse de trait et brio pour le Scherzo d’Arenski, atmosphère doucement romantique pour les pièces de Tchaikovski, virtuosité et délicatesse pour la Grand Valse de Concert de Glazounov, tout en donnant des œuvres de Chopin une lecture variée et riche en surprises, toujours fondée sur une respiration profonde et un parfait respect du rythme, magnifiquement illustré par une Tarentelle pleine d’alacrité…”

G. Clère, EN CONCERT, 9/9/1997

 

“…Marco Rapetti ha incantato la platea con una forte personalità musicale….disinvolto nella tecnica e dotato di una bella gamma di sonorità…”

C. Zocca, L’ARENA, 23/4/1996

 

“…lucide esecuzioni…argomenti tecnici di prim’ordine… Una prova di bravura e di squisita intelligenza coronata da grandi applausi…”

L. Rossi, LA NAZIONE, 6/3/1995

 

“…Limpido esecutore, oltreché fine studioso di fatti storico-musicali… Il successo arriso alla serata premiava la bravura di Rapetti e soprattutto la sua signorile ironia…”

A. Batisti, LA REPUBBLICA, 4/3/1995